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Carlo Di Mascio

Lenin e i Quaderni sulla Scienza della Logica di Hegel

Alle soglie della Rivoluzione di Ottobre del 1917, Lenin legge e commenta la Scienza della Logica di Hegel, come a voler trarre da essa dei precisi effetti.
Effetti teorici, perché l'attività umana non è mai separata dalla logica oggettiva, mediante la quale si sviluppa la materia reale a cui ciascun individuo indissolubilmente appartiene. Effetti pratici, perché «se la filosofia hegeliana è buona per la chiesa, per la borghesia, per il capitale, cambiando l'ordine di alcuni suoi fattori può essere buona anche per orientare lo sviluppo pratico-conoscitivo di una urgente rivoluzione proletaria».

Bisogna tornare all’inizio della Scienza della Logica, quando Hegel esordisce con quel noto richiamo secondo cui «è un pregiudizio» che la logica «insegni a pensare».
Lenin ha insegnato che bisogna imparare a pensare che c’è una rivoluzione sempre da fare. Materialisticamente e nell’interezza di un movimento continuo di superamento, avendo presente che l’oggetto della conoscenza, il mondo reale, nel quale insieme vivono dominanti e dominati, esiste oggettivamente; che il pensiero e la conoscenza teorica sono il riflesso del mondo reale e che il pensiero è capace di riflettere questo mondo reale mediante la pratica intesa come fondamento della conoscenza.
Lenin ha insegnato che bisogna rendere una classe sociale consapevole del proprio ruolo e delle proprie capacità di sovvertimento di tutte le condizioni oggettive che determinano oppressione e
sfruttamento, poiché «l’attività dell’uomo, che si è fatto un quadro oggettivo del mondo, modifica la realtà esterna, ne distrugge la determinatezza (= ne cambia questi o quei lati, qualità) e le sottrae così i tratti dell’apparenza, dell’esteriorità, della nullità, la rende esistente in sé e per sé (= oggettivamente vera) […] Il risultato dell’azione è il controllo della conoscenza soggettiva e il criterio dell’oggettività veramente esistente».
Lenin, il più grande leader rivoluzionario dei dominati di tutti i tempi, ha insegnato che in questa direzione un lavoro smisurato continua ad attendere chi, da questa oppressione e sfruttamento, è storicamente assoggettato. Smisurato, ma «incantevole». Ecco perché non è affatto esagerato sostenere che «ciò che oggi è in causa […] è il leninismo tout court».

Carlo Di Mascio (Salerno, 1967) è autore di Stirner Giuspositivista. Rileggendo l’Unico e la sua proprietà, Edizioni Del Faro, Trento, 2011/2015; Pašukanis e la critica marxista del diritto borghese, Phasar Edizioni, Firenze, 2013.



Prezzo: 12,00
ISBN: 978-88-6358-438-7
PAGINE: 220
Anno pubblicazione: 2017
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Genere: Saggistica

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